Il progetto sviluppa un programma di riabilitazione e reinserimento sociale e familiare per le minori di strada dedite al consumo di sostanze psicoattive.
Le minori che vivono in strada non hanno accesso a servizi, istruzione o tutela familiare: sono, a tutti gli effetti, prive di qualsiasi prospettiva di vita. Nella quasi totalità dei casi soffrono di dipendenze — a diversi livelli — da sostanze come cocaina, eroina, alcol, pasta basica di cocaina, extasis, terokal e i cosiddetti “bembos” (una miscela di marijuana e cocaina), e sopravvivono attraverso espedienti, piccoli furti e micro-traffico di stupefacenti.
Il programma si articola in una prima fase di avvicinamento alle comunità di minori di strada, costruita attraverso il sostegno alimentare — elemento indispensabile per chi vive di espedienti — e proposte sportive e ludiche, pensate per creare fiducia e aprire un canale di relazione.
Una volta consolidato il rapporto con la comunità e con i singoli, il progetto individua le bambine e i bambini per cui è possibile tentare un reinserimento in famiglia; laddove ciò non sia realizzabile, si procede all’inserimento in un programma pubblico di assistenza gestito dalle Unità di Protezione Speciale (UPES), organi amministrativi del Ministero delle Donne e delle Popolazioni Vulnerabili (MIMP).
Per le minori in condizione di dipendenza conclamata, è previsto — su base sempre volontaria — l’inserimento nella comunità di riabilitazione Mundo Libre, dove viene offerto un percorso completo: disintossicazione, ricostituzione fisica e psicologica, formazione, e, quando possibile, reinserimento familiare e scolastico.
Il programma restituisce così a queste minori un percorso di cura integrato, capace di intervenire non solo sulla dipendenza, ma sull’intero contesto di vita che le ha portate alla marginalità.
