Il Perù conta una popolazione di 34.157.732 abitanti; i minori di 18 anni rappresentano il 30,64%, equivalenti a più di 10,4 milioni di persone. Questa popolazione affronta una situazione di estrema vulnerabilità, evidenziata nel 2025 dall’assistenza fornita a 7.000 minori in situazione di strada, spesso costretti a svolgere lavori che deteriorano la loro salute e limitano l’accesso all’istruzione e allo sviluppo integrale.
Una delle violazioni più gravi è la violenza sessuale: i Centri di Emergenza Donna (CEM) hanno assistito più di 62.000 casi tra il 2023 e l’inizio del 2026, con una media di 21 casi al giorno nel 2025, perpetrati per la maggior parte da persone dell’ambiente familiare vicino alla vittima. A ciò si aggiungono i maltrattamenti fisici e psicologici, che colpiscono il 67% delle bambine e il 33% dei bambini. Questa problematica si interseca con la maternità adolescenziale: nel 2025, più di 37.000 giovani under 19 sono diventate madri, inclusi 993 casi tra minori di 14 anni. Nel gennaio 2026 sono stati registrati 41 casi tra minori di 14 anni. Il 90% abbandona la scuola per mancanza di sostegno statale e familiare.
Per quanto riguarda il consumo di sostanze psicoattive tra i minori, l’età media di inizio del consumo è tra i 13 e i 14 anni, con casi registrati anche a 10 anni, fattore che aumenta drasticamente il rischio di dipendenza precoce. Sono state riportate prevalenze regionali di droghe illegali fino all’8,9% nella popolazione scolastica, segno di una vulnerabilità che si intreccia con l’esclusione sociale e la vita di strada. La mancanza di controllo familiare aggrava questo contesto, dato che un maggiore coinvolgimento nella supervisione genitoriale potrebbe ridurre il consumo fino al 20%. Questa realtà, caratterizzata da un’elevata esposizione alle sostanze in contesti di marginalità, richiede l’implementazione immediata di percorsi terapeutici specializzati per contrastare la dipendenza e proteggere lo sviluppo dell’infanzia e dell’adolescenza.
